Un panorama in continua evoluzione

Il sistema energetico globale sta cambiando rapidamente. L’aumento dei rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti, la ridefinizione della mappa energetica mondiale e la rapida diffusione delle tecnologie stanno creando nuove sfide. Gli ultimi scenari dell’Agenzia internazionale dell’energia offrono ai decisori strumenti per comprendere i possibili percorsi di evoluzione e le conseguenze delle loro scelte strategiche

Il sistema energetico globale sta cambiando rapidamente. L’aumento dei rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti, la ridefinizione della mappa energetica mondiale e la rapida diffusione delle tecnologie stanno creando nuove sfide. Gli ultimi scenari dell’Agenzia internazionale dell’energia offrono ai decisori strumenti per comprendere i possibili percorsi di evoluzione e le conseguenze delle loro scelte strategiche

di Laura Cozzi

I

l panorama energetico mondiale è in rapido mutamento. Come mostra l’ultimo World Energy Outlook dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), la sicurezza energetica è sempre più esposta a rischi crescenti, con l’energia al centro delle tensioni geopolitiche globali. Ai tradizionali rischi legati alle forniture di combustibili si affiancano nuove vulnerabilità: dall’inasprimento dei controlli sui minerali critici ai rischi crescenti per la continuità dell’elettricità. Nel frattempo, i contorni del sistema energetico si ridisegnano, trasformando la geografia della domanda mondiale.

 

 

L’elettricità emerge come fulcro delle economie moderne, aprendo opportunità inedite ma anche nuove sfide. Le rinnovabili continuano a superare tutte le altre fonti, spinte dalla rapida espansione del fotovoltaico. Altri combustibili seguono traiettorie differenti: il GNL, in forte crescita, sta ridisegnando il commercio globale del gas, mentre l’avanzata dei veicoli elettrici influenzerà in modo decisivo la domanda di petrolio nel trasporto stradale, oggi il principale settore consumatore. Al tempo stesso, lo slancio verso la riduzione delle emissioni rallenta, proprio mentre i rischi climatici diventano sempre più intensi.

 

Per orientarsi in un contesto così mutevole e incerto, l’ultimo WEO propone una serie aggiornata di scenari—non previsioni, ma esercizi analitici basati sui dati più recenti su tecnologie, politiche e mercati. Il Current Policies Scenario (CPS) riflette esclusivamente le politiche già in vigore e adotta una visione prudente sul ritmo di diffusione delle nuove tecnologie energetiche. Il Stated Policies Scenario (STEPS) include invece una gamma più ampia di misure, comprendendo anche quelle annunciate ma non ancora implementate, e prefigura un’adozione più rapida delle tecnologie emergenti. Infine, lo scenario Net Zero Emissions by 2050 (NZE), aggiornato, delinea il percorso necessario per azzerare le emissioni globali di CO₂ entro il 2050.

E in tutti questi scenari, cresce la sete di energia del mondo

Con l’espansione delle economie e la crescita di popolazione e reddito, aumenta il fabbisogno di servizi energetici, determinato dal crescere della domanda di mobilità, di riscaldamento, di raffrescamento e di energia per altri usi. Ma si evolve anche la geografia di questa domanda: dal 2000 la Cina contribuisce per più della metà alla crescita della domanda mondiale di energia e, in futuro, una quota ancor più consistente di tale aumento proverrà da India e Sud-Est asiatico, cui si aggiungeranno le altre economie emergenti di Medio Oriente, America Latina e Africa.

 

 

La nuova era dell’elettricità

 

Al centro delle prospettive energetiche future emerge l’importanza crescente dell’elettricità. In tutti gli scenari del WEO, la domanda di energia elettrica aumenta molto più rapidamente del consumo energetico complessivo: nel CPS e nello STEPS cresce del 40 percento entro il 2035, mentre nello NZE accelera ancora di più. A trainare questo incremento sono elettrodomestici e climatizzazione, manifattura avanzata, mobilità elettrica, data center e riscaldamento elettrificato.

 

Il progresso dei redditi e l’aumento delle temperature alimentano la domanda di condizionamento, sottoponendo le reti elettriche a forti pressioni, soprattutto nelle economie emergenti come India, Sud-Est asiatico, Medio Oriente e Nord Africa. Anche la rapida crescita dei consumi dei data center e dell’intelligenza artificiale pone nuove sfide, con cluster di domanda particolarmente concentrati negli Stati Uniti. Nel 2025 gli investimenti globali in data center supereranno la spesa mondiale per l’approvvigionamento di petrolio, raggiungendo i 580 miliardi di dollari: un segnale evidente dell’evoluzione strutturale delle economie moderne.

 

Non tutte le regioni beneficiano allo stesso modo dei progressi in corso e persistono profonde disuguaglianze. Oggi circa 730 milioni di persone non hanno ancora accesso all’elettricità e quasi 2 miliardi ricorrono a metodi di cottura inquinanti. In alcune aree dell’Asia i miglioramenti nell’accessibilità sono stati rapidi, mentre altrove i progressi restano lenti, soprattutto nell’Africa sub-sahariana. Per affrontare queste sfide, l’ultimo WEO introduce il nuovo scenario ACCESS (Accelerating Clean Cooking and Electricity Services), che delinea una roadmap basata sui dati per raggiungere l’accesso universale all’elettricità entro il 2035 e alla cottura pulita entro il 2040.

 

 

Le vasche di evaporazione delle saline, infrastrutture chiave per l’estrazione del litio, risorsa strategica per la transizione energetica e per le catene globali delle batterie. Bacino di litio di Feicui Lake, Qinghai, Cina

 

 

Nel corso di questo secolo le rinnovabili sono state la fonte energetica dalla crescita più rapida e nel 2024 hanno segnato nuovi record di diffusione per il ventitreesimo anno consecutivo. Una tendenza che prosegue: in tutti gli scenari del WEO, le rinnovabili crescono più velocemente di qualsiasi altra fonte principale. Nel CPS continuano a coprire la quota maggiore dell’aumento della domanda energetica, nonostante alcuni venti contrari; e anche se in alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, i cambiamenti nelle politiche ne rallentano temporaneamente l’adozione, nello STEPS l’espansione globale rimane sostenuta.

 

Il motore di questa crescita è il solare fotovoltaico, che in tutti gli scenari resta la fonte di elettricità in più rapida espansione a livello mondiale. Di conseguenza, la quota maggiore della crescita dei consumi energetici entro il 2035 si concentra nelle regioni con elevato potenziale solare. Anche eolico, idroelettrico, bioenergia, geotermia e altre tecnologie mostrano traiettorie di ulteriore sviluppo. Parallelamente, in ogni scenario l’energia nucleare registra una ripresa degli investimenti, sia in impianti tradizionali di grande scala sia in nuovi progetti, inclusi i piccoli reattori modulari.

 

 

La mutevole natura della sicurezza energetica

 

Con il rapido cambiamento del panorama energetico globale, evolvono anche le sfide legate alla sicurezza energetica. La IEA svolge da tempo un ruolo centrale nel prevedere, prevenire e gestire le interruzioni delle forniture, un impegno che in origine riguardava quasi esclusivamente il petrolio ma che si è ampliato prima al gas naturale e oggi a un insieme molto più vasto di rischi critici. Nel 2025, le tensioni geopolitiche e le incertezze che gravano sul commercio internazionale hanno contribuito a mantenere i mercati delle materie prime in uno stato di tensione costante, mettendo in evidenza la complessità crescente della sicurezza energetica contemporanea.

 

I nuovi rischi per la sicurezza energetica stanno diventando sempre più urgenti, in particolare a causa della forte vulnerabilità delle forniture di minerali critici. Il principale fattore di rischio è l’elevata concentrazione del mercato: un solo Paese, la Cina, detiene in media il 70 percento della quota di mercato in 19 dei 20 minerali strategici. Oltre la metà di questi materiali è oggi soggetta a controlli all’esportazione, e le recenti restrizioni cinesi sulle terre rare, sui componenti e sulle tecnologie per le batterie hanno messo in evidenza la portata delle possibili interruzioni. La concentrazione geografica amplifica l’esposizione agli shock geopolitici e si ridurrà solo gradualmente: occorre quindi un’azione decisa per rafforzare la preparedness e diversificare le catene di approvvigionamento. Un’altra priorità crescente riguarda la sicurezza delle forniture di energia elettrica, sempre più centrali per il funzionamento delle economie moderne. Aumentano infatti i rischi derivanti da condizioni meteorologiche estreme, cyberattacchi e attività mirate a colpire infrastrutture elettriche critiche. Costruire nuove reti più flessibili e potenziare la capacità di stoccaggio è essenziale per garantire la sicurezza elettrica, ma i progressi procedono spesso con lentezza.

 

 

Percorsi diversi per i mercati dell’energia

 

La crescente capacità di gas naturale liquefatto (GNL) sta già ridisegnando i flussi globali di gas e potrebbe esercitare pressioni al ribasso sui prezzi. Nel 2023 il GNL ha superato i grandi gasdotti, affermandosi come principale modalità di commercio su lunghe distanze. La sua ascesa stravolge i modelli di scambio tradizionali, apre nuovi mercati e contribuisce a rafforzare la sicurezza energetica.

 

Entro il 2030 è prevista una nuova capacità di esportazione pari a 300 miliardi di metri cubi, grazie alla rapida espansione negli Stati Uniti, che aumenterà l’offerta globale di GNL del 50 percento entro la fine del decennio. Nello scenario STEPS la domanda di gas naturale è stata rivista al rialzo, ma restano dubbi sulla destinazione del nuovo GNL: parte sarà assorbita da Europa e Cina, altri volumi confluiranno in Asia meridionale, Sud-Est asiatico e altre regioni. Tuttavia, secondo lo STEPS i mercati potrebbero risultare sovraccarichi nel 2030, con possibili rischi per gli esportatori. Nello scenario CPS, invece, il surplus viene assorbito da una transizione più lenta.

La crescente capacità di GNL sta ridisegnando i flussi globali di gas e potrebbe esercitare pressioni al ribasso sui prezzi

Nel 2023 il GNL ha superato i grandi gasdotti, affermandosi come principale modalità di commercio su lunghe distanze. La sua espansione sta stravolgendo i modelli di scambio consolidati, aprendo nuovi mercati e rafforzando la sicurezza energetica.

 

I mercati petroliferi potrebbero trovarsi presto a un bivio, poiché le prospettive della domanda sono sempre più influenzate dall’adozione dei veicoli elettrici. Si prevede che nel 2025 le vendite globali di auto elettriche supereranno il 25 percento delle vendite di auto nuove, con la Cina a dominare il mercato: quest’anno i veicoli elettrici rappresenteranno circa il 60 percento delle vendite di auto nel Paese.

 

Nello scenario STEPS, nonostante le revisioni al ribasso delle proiezioni di crescita dei veicoli elettrici nelle economie avanzate, in particolare gli Stati Uniti, la quota globale di auto elettriche sulle vendite di auto nuove supera il 50 percento entro il 2035 e la domanda di petrolio si stabilizza intorno al 2030. Nel CPS, il rallentamento della diffusione dei veicoli elettrici riguarda principalmente Cina ed Europa, per cui la domanda di petrolio è in crescita fino al 2050. Nello scenario NZE, invece, la rapida elettrificazione determina un calo significativo dei consumi di petrolio.

 

I mercati petroliferi appaiono oggi ben riforniti, sostenuti da cinque produttori dell’emisfero occidentale - Stati Uniti, Canada, Guyana, Brasile e Argentina - e da una crescita della domanda relativamente contenuta. Ma la situazione potrebbe cambiare, soprattutto nello scenario CPS, in cui il declino dei giacimenti esistenti e l’aumento continuo dei consumi richiedono che entro il 2035 i nuovi progetti produttivi forniscano circa 25 milioni di barili al giorno.

 

Nel frattempo, la geografia delle forniture petrolifere globali continuerà a trasformarsi: il Medio Oriente, ancora principale esportatore netto, vede la sua quota di produzione mondiale crescere costantemente fino al 2050, in tutti gli scenari.

 

 

Navigare in un paesaggio in evoluzione

 

Il panorama energetico mondiale, segnato dall’intensificarsi delle rivalità geopolitiche e dall’accelerazione dei cambiamenti tecnologici, diventa sempre più complesso e frammentato. In un contesto di crescenti fratture del sistema internazionale e di incertezze sul commercio globale, i flussi energetici internazionali assumono un ruolo sempre più cruciale. Le abbondanti forniture di petrolio, pannelli solari, batterie e, a breve, anche di GNL spingono i produttori a cercare nuovi mercati. Allo stesso tempo, i paesi danno crescente importanza alla sicurezza energetica e all’accessibilità economica, adottando strategie diverse per raggiungere questi obiettivi: molti importatori di combustibili puntano su rinnovabili ed efficienza, mentre altri privilegiano i combustibili tradizionali.

 

Il 2024 è stato l’anno più caldo di sempre e, secondo le proiezioni, le temperature globali potrebbero aumentare di quasi 3°C entro il 2100 nello scenario CPS e di 2,5°C nello STEPS. Nello scenario NZE, è probabile che entro il 2030 il riscaldamento superi il limite di 1,5°C e che tale eccesso persista per diversi decenni, rendendo fondamentale che i nuovi progetti infrastrutturali siano progettati con resilienza intrinseca. Nonostante l’aumento dei rischi climatici, lo slancio per la riduzione delle emissioni si è affievolito, sia a livello nazionale sia internazionale. Resta però possibile evitare gli scenari peggiori: le tecnologie chiave ricevono un forte impulso e le opzioni per ridurre le emissioni sono ampiamente note.

 

Per orientarsi in questo panorama in continuo mutamento, i decisori politici devono affrontare le sfide della sicurezza energetica con la stessa determinazione e lungimiranza che portarono alla creazione della IEA dopo lo shock petrolifero del 1973. Le loro strategie devono anche bilanciare sinergie e compromessi con altri obiettivi, come accessibilità economica, accesso universale, competitività e lotta al cambiamento climatico.

 

Gli scenari del WEO non offrono risposte definitive, ma aiutano a comprendere le possibili scelte lungo il percorso e le conseguenze associate a ciascuna di esse.