La riconfigurazione del mercatodi Jack Sharples
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Gas naturale

La riconfigurazione del mercato

di Jack Sharples

Dalla pandemia alla guerra in Ucraina, il gas globale ha attraversato anni di shock senza precedenti. L’Europa da “mercato di equilibrio” è diventata acquirente premium. L’ondata di nuovi progetti GNL ridefinirà i flussi e i prezzi fino al 2030

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A

partire dal 2019 il mercato internazionale del gas naturale ha vissuto una fase di eccezionale turbolenza che ha ridisegnato i flussi commerciali, introdotto nuove dinamiche di prezzo e cambiato radicalmente la posizione dell’Europa nel mercato mondiale del gas.

 

 

 

Il Covid e i prezzi ai minimi storici


Secondo la Statistical Review of World Energy dell’Energy Institute, nel 2024 la produzione e il consumo di gas hanno raggiunto, a livello mondiale, un totale di 4.126 miliardi di metri cubi (bcm, billion cubic meter), di cui 593 miliardi (14,4 percento) scambiati a livello internazionale tramite gasdotto (esclusi i flussi transfrontalieri all’interno del mercato Unione Europea + Regno Unito), e 544 miliardi (13,2 percento) scambiati a livello internazionale sotto forma di GNL.

 

Il commercio internazionale di gas tramite gasdotto è intrinsecamente regionale ed è in genere caratterizzato da un numero limitato di esportatori che riforniscono i paesi confinanti all’interno della loro stessa regione geografica. In Europa (UE-27 più Regno Unito, Svizzera e paesi balcanici extra-UE), queste importazioni tramite gasdotto provengono da Norvegia, Russia, Azerbaigian, Algeria e Libia.

 

Il mercato del GNL è invece di portata mondiale e nel 2019 è stato caratterizzato da tre fattori chiave: 1) aumento dell’offerta, 2) il nord-est asiatico come mercato premium e 3) l’Europa a fungere da elemento di equilibrio del mercato mondiale del GNL, acquistando GNL solo quando commercialmente interessante.

 

L’aumento dell’offerta di GNL sul mercato mondiale negli anni precedenti al 2019 è stato dovuto principalmente alla crescita delle esportazioni da Stati Uniti, Australia e Russia. Le esportazioni da questi tre paesi sono passate dai 52 bcm del 2015 ai 187 bcm del 2019 (+135 bcm), mentre nello stesso periodo le esportazioni dal resto del mondo aumentavano solo di 11 bcm. Nel 2017, 2018 e 2019 le esportazioni mondiali di GNL sono cresciute del 10-12 percento l’anno; a titolo comparativo, la crescita annuale delle esportazioni di GNL nel periodo 2012-2015 è stata in media dello 0,3 percento.

 

I paesi importatori di GNL del nord-est asiatico (Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Singapore) sono grandi consumatori di gas naturale ma non ne producono e non si riforniscono tramite gasdotto (a eccezione delle importazioni dall’Indonesia verso Singapore, che avvengono tramite gasdotto). Gli acquirenti di questi mercati dipendono fortemente dalle importazioni di GNL e sono pertanto disposti a pagare un prezzo maggiore per garantirsi la fornitura: questo è il motivo per cui la regione è stata a lungo considerata un mercato premium.

 

Diversamente, negli anni precedenti al 2019, l’Europa costituiva l’elemento di equilibrio del mercato mondiale del GNL. L’Europa aveva accesso a forniture consistenti che provenivano dalla sua produzione interna e dalle importazioni tramite gasdotto dai paesi vicini; inoltre, vantava flessibilità sul lato della domanda in termini di passaggio dal carbone al gas nel settore della produzione di energia elettrica e aveva una notevole capacità di stoccaggio stagionale del gas. Quando il prezzo del GNL era alto, la domanda europea di gas scendeva perché si passava dal gas al carbone, il fabbisogno europeo di GNL diminuiva e i carichi di GNL venivano dirottati altrove. Di fatto, è quello che successe nel periodo dal gennaio 2011 al gennaio 2017, periodo in cui i prezzi asiatici mantennero un premio importante rispetto ai prezzi europei. Nel 2017-2018, il GNL rappresentava il 10-11 percento dell’approvvigionamento lordo di gas europeo (produzione più importazioni).

 

 

la fotoNel periodo 2026-2030, il mercato mondiale sarà caratterizzato da una crescita enorme dell’offerta di gas naturale liquefatto, che porterà con sé una maggiore flessibilità negli scambi

 

 

Al contrario, quando il GNL era più economico, il mercato europeo poteva assorbire quantità di offerta maggiori, sia per la conversione dal carbone al gas nel settore energetico sia per l’immissione negli stoccaggi stagionali. È quanto accadde nel 2019, quando l’offerta mondiale di GNL aumentò più rapidamente della domanda, i prezzi diminuirono e l’Europa aumentò le proprie importazioni di GNL fino al livello record di 104 bcm, pari a circa il doppio del volume delle importazioni del 2017 e del 2018 e ben al di sopra del precedente record di 80-81 bcm del 2010-2011. Nel periodo 2019-2021, il GNL rappresentava il 18-21 percento dell’offerta lorda di gas in Europa.

 

Nel 2020, con il rallentamento dell’attività industriale dovuto alla pandemia di Covid-19 e al succedersi dei lockdown, la crescita su base annua della domanda mondiale di GNL è scesa allo 0,6 percento. In Europa, la combinazione del calo della domanda e delle ridotte riesportazioni verso l’Ucraina è stata bilanciata dalla combinazione della riduzione della produzione, della diminuzione delle importazioni dalla Russia tramite gasdotto (che avevano toccato il record nel 2019) e delle minori importazioni di GNL. Nel 2019 l’Europa aveva svolto il ruolo di elemento di equilibrio del mercato mondiale assorbendo volumi da un mercato ben rifornito. Nel 2020, la sua incapacità di assorbire volumi ancora maggiori ha fatto precipitare il mercato ben rifornito in una situazione di eccesso di offerta, con il risultato di prezzi record al ribasso.

 

 

La ripresa e l’invasione dell’Ucraina, prezzi da record

 

Nel 2021 la situazione è rapidamente mutata. Nel nord-est asiatico l’anno è iniziato con un clima molto rigido, che ha generato una consistente domanda di gas. I prezzi asiatici sono saliti fino a superare quelli europei, per cui le spedizioni di GNL sono state dirottate dall’Europa all’Asia. Per compensare, l’Europa ha attinto in modo massiccio alle proprie scorte stagionali. Con il progredire del 2021 e l’aumento dell’attività industriale dopo la fine dei lockdown dovuti al Covid, si è registrata una ripresa della domanda di GNL; tuttavia, l’offerta mondiale di GNL cresceva in misura solo modesta, per effetto di una serie di riduzioni (non reciprocamente correlate) negli impianti di esportazione di GNL in tutto il mondo. Ciò ha causato una notevole contrazione del mercato mondiale del GNL, manifestatasi nell’estate del 2021: i prezzi hanno iniziato a salire in modo importante, con un’ulteriore accelerazione all’inizio del quarto trimestre dell’anno.

 

In Europa il consumo di gas è sceso dai 485 bcm del 2019 ai 473 bcm del 2020, ma nel 2021 è risalito a 490 bcm. Dal punto di vista dell’offerta, la produzione europea di gas ha continuato a calare e le importazioni dalla Russia tramite gasdotto non solo non hanno registrato alcuna ripresa ma addirittura sono scese al di sotto del livello del 2020, nonostante l’aumento delle importazioni tramite gasdotto da Azerbaigian e Algeria. Nel 2021, questa rigidità del mercato mondiale del GNL ha causato un calo delle importazioni europee di GNL, aggravando la rigidità del mercato europeo.

 

Nel febbraio 2022 la Russia ha lanciato l’invasione su larga scala dell’Ucraina. Per una serie di ragioni legate a tale evento, nel 2022 le forniture russe all’Europa tramite gasdotto sono drasticamente diminuite. A compensare questa perdita è intervenuta la combinazione del calo della domanda (spinta al ribasso dai prezzi alti) e del forte aumento delle importazioni di GNL (attratte dai prezzi alti). La contrazione dell’offerta in Europa ha precipitato il mercato mondiale del gas, in difficoltà già nel 2021, in una profonda crisi, con gli acquirenti europei di GNL a superare gli acquirenti sensibili ai prezzi dell’Asia meridionale. La crisi sarebbe stata ancora più grave se non fosse stato per il nuovo lockdown causato dal Covid-19 in Cina, evento che ha ridotto la domanda cinese di gas e ha permesso di dirottare i carichi di GNL dalla Cina all’Europa.

 

La crisi si è protratta nel 2023, con un ulteriore calo delle forniture russe tramite gasdotto all’Europa e livelli sempre da record delle importazioni europee di GNL. Con la produzione europea di gas in continuo calo e le importazioni tramite gasdotto da paesi diversi dalla Russia prossime al limite fisico (sotto il vincolo della capacità di produzione di gas e/o dalla capacità dei gasdotti di esportazione di Norvegia, Azerbaigian, Algeria e Libia), era ormai necessario per l’Europa procedere a importazioni massicce di GNL. Pertanto, l’Europa non era più l’elemento di equilibrio del mercato mondiale del GNL bensì un mercato premium in concorrenza con il nord-est asiatico. Nel periodo 2022-2024, il GNL rappresentava il 31-37 percento dell’approvvigionamento lordo di gas europeo.

 

Per quanto nel 2021 e nel 2022 l’offerta mondiale di GNL sia aumentata di poco più del 5 percento l’anno, tale aumento non è stato sufficiente a impedire l’irrigidimento del mercato. La crescita su base annua dell’offerta di GNL ha poi subito un rallentamento, attestandosi al 2,5 percento nel 2023 e allo 0,5 percento nel 2024, mantenendo il mercato in condizioni di rigidità e i prezzi di riferimento alti. In Europa, la situazione è stata aggravata da un ulteriore calo delle importazioni di gas tramite gasdotto dalla Russia a seguito della fine del transito del gas russo attraverso l’Ucraina, il primo gennaio 2025. Nel periodo dal gennaio all’ottobre del 2025, il GNL rappresentava il 38 percento dell’offerta lorda di gas in Europa.

 

 

L’ondata del GNL


Il mercato globale del GNL non diventerà significativamente più flessibile e i prezzi non torneranno ai livelli precedenti al 2021 finché non sarà immessa sul mercato una quantità di offerta sostanzialmente maggiore. Fortunatamente per i consumatori, questo aumento dell’offerta è già iniziato: nel 2025 in Nord America sono stati avviati nuovi progetti di fornitura di GNL (Plaquemines e l’espansione dell’impianto di Corpus Christi negli Stati Uniti, LNG Canada), e all’inizio del 2026 si dovrebbe avere l’avvio del progetto Golden Pass.

 

In Nord America è previsto il lancio di una serie di progetti post-FID (Final Investment Decision, decisione finale d’investimento), tra il 2026 e il 2031. La conseguente crescita dell’offerta sarà rafforzata dall’aumento della capacità di esportazione di GNL in Medio Oriente, e specificamente in Qatar (North Field East e North Field South, già in costruzione, e il progetto North Field West, approvato ma non ancora in costruzione), negli Emirati Arabi Uniti (UAE) e in Oman. Il primo treno del progetto NFE del Qatar dovrebbe essere avviato a metà del 2026. Sono inoltre in fase di sviluppo progetti di fornitura post-FID in Africa, Asia-Pacifico e Sud America.

 

In Russia, il progetto Arctic LNG 2 è stato limitato dalle sanzioni occidentali, e in Mozambico due progetti in fase di sviluppo sono stati congelati per il periodo dal 2021 al 2025, per questioni di sicurezza. La realizzazione di questi progetti contribuirebbe alla crescita della capacità mondiale di liquefazione del GNL. Ancora, negli Stati Uniti sono in fase di sviluppo diversi progetti pre-FID. Ciascuno di questi progetti potrebbe dare il proprio contributo alla crescita dell’offerta intorno al 2030, a condizione che la relativa decisione finale d’investimento sia presa l’anno prossimo anno o poco dopo.

 

La capacità globale di liquefazione del GNL è destinata a crescere, passando dai 564 mld metri cubi annui del 2024 a circa 860 mld m³/anno nel 2030, sulla base dei progetti post-FID. Tale cifra potrebbe essere significativamente più alta, e la crescita dell’offerta potrebbe proseguire nei primi anni del 2030, a seconda degli sviluppi in Russia, Mozambico e dei progetti in fase pre-FID in Qatar e Stati Uniti.

 

 

Rigidità strutturale del mercato

 

Dal 2022 l’Europa è un mercato premium del GNL, come il nord-est asiatico, situazione che determina una rigidità strutturale del mercato mondiale del GNL, rigidità che potrà essere alleviata solo dalla crescita dell’offerta a partire dal 2026. Con il GNL a svolgere ormai un ruolo importante nelle forniture di gas dell’Europa, la rigidità del mercato del GNL e i prezzi necessari per attrarre l’offerta di GNL in Europa sono fattori determinanti nella formazione del prezzo di riferimento del gas europeo (TTF, Title Transfer Facility). In assenza di un analogo hub commerciale regionale in Asia, il TTF è ormai senza dubbio il prezzo di riferimento globale del GNL. Nel periodo 2026-2030, il mercato mondiale del GNL sarà caratterizzato da una crescita drammatica dell’offerta, che porterà con sé una quota maggiore di indicizzazione dell’hub nella formazione del prezzo mondiale del gas e un’ulteriore crescita della flessibilità degli scambi.