L’India, il sud-est asiatico e le rotte emergentidi Jun Takashiro e Siddharth Singh
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L’India, il sud-est asiatico e le rotte emergenti

di Jun Takashiro e Siddharth Singh

I Paesi dell’Asia meridionale stanno assumendo un ruolo centrale nel commercio mondiale di GNL. La loro crescente dipendenza dalle importazioni rende però indispensabile l’adozione di strategie di sicurezza energetica solide e strutturate

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I

l World Energy Outlook (WEO) 2025 dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) analizza gli sviluppi strutturali che determinano l’evoluzione e il futuro del sistema energetico mondiale. Il documento sottolinea come il mondo sia ormai entrato nell’era dell’elettricità, in cui la domanda di energia elettrica è destinata a crescere molto più rapidamente di quanto non cresca l’utilizzo totale di energia, ed evidenzia l’importante cambiamento in atto nel centro di gravità del sistema energetico. Dal 2010, più della metà della crescita della domanda mondiale di petrolio e gas e il 60 percento della crescita della domanda di elettricità vengono dalla Cina, ma, in futuro, a influenzare le dinamiche del mercato energetico saranno sempre più altri Paesi emergenti e in via di sviluppo, in particolare l’India e il Sud-est asiatico. Questo cambiamento interessa anche i mercati del gas: le traiettorie future dei mercati del gas naturale e del gas naturale liquefatto (GNL) saranno fondamentalmente influenzate dalle tendenze della domanda, dell’offerta e delle importazioni di gas dell’India e dei Paesi del Sud-est asiatico.

 

Il WEO valuta questi cambiamenti prospettando diversi scenari, nessuno dei quali costituisce tuttavia una previsione. Il futuro del settore del gas si trova al crocevia di molti percorsi energetici e di sviluppo. Nel loro complesso, i paesi dell’Asia meridionale e sudorientale esercitano un’influenza enorme sulle prospettive dei mercati mondiali del gas, e in particolare su quelle dei mercati mondiali del GNL. Analizzeremo gli equilibri del gas nella regione con riferimento a tre scenari:

 

lo scenario delle politiche dichiarate (STEPS, Stated Policies Scenario), che riflette la traiettoria implicitamente determinata dalle politiche attualmente in vigore, considerando anche quelle in fase di sviluppo;

 

lo scenario delle politiche attuali (CPS, Current Policies Scenario), che rispecchia esclusivamente le politiche e le misure già in atto e ha una visione cauta circa il ritmo di diffusione delle nuove tecnologie nel sistema energetico;

 

lo scenario delle zero emissioni nette entro il 2050 (NZE, Net Zero Emissions by 2050 Scenario), che traccia un percorso per l’azzeramento netto delle emissioni mondiali di CO2 entro il 2050.

 

 

 

Situazione energetica attuale, domanda di elettricità e proiezioni

 

L’India e il Sud-est asiatico rappresentano, insieme, solo il 25 percento della crescita della domanda energetica mondiale registrata a partire dal 2010. Nei prossimi dieci anni, in India, la crescita della domanda di energia sarà sostenuta dall’aumento dell’attività economica: il PIL indiano cresce più di quello di qualsiasi altro grande Paese o regione e la prospettiva è che nel 2035 il PIL pro capite del Paese superi del 75 percento il livello attuale. Il WEO di quest’anno vede nell’India la principale fonte di crescita della domanda energetica, a livello mondiale e in tutti gli scenari. Nello STEPS, la domanda energetica indiana cresce all’incirca del 3 percento l’anno fino al 2035, con un aumento totale di oltre 15 exajoule (EJ) al 2035. Lo scenario prevede che al 2035 la domanda del Sud-est asiatico si espanda di circa 10 EJ, aumento secondo solo a quello dell’India: i soli Paesi del Sud-est asiatico rappresenteranno più del 25 percento della crescita della domanda mondiale.

 

Sempre secondo lo scenario STEPS, al 2035 la domanda di elettricità dell’India aumenterà del 5 percento l’anno, per un consumo elettrico totale che nel 2035 sarà prossimo ai 3.000 terawattora (Twh), di quattro volte maggiore rispetto al 2010. Nel sud-est asiatico la domanda di elettricità cresce in media del 4 percento l’anno, fino a raggiungere, nel 2035, i 2.100 TWh (di tre volte maggiore rispetto al 2010). In ambo le regioni, le rinnovabili, eolico e solare in primis, soddisfano circa il 20 percento dell'espansione della domanda. Tale situazione rende necessaria una maggiore capacità di dispacciamento a integrazione della variabilità della generazione variabile, e in questo senso la generazione da gas naturale svolge un ruolo fondamentale.

 

 

Domanda di gas: stato attuale e proiezioni

 

Nel 2010 i Paesi del Sud-est asiatico hanno prodotto 215 miliardi di metri cubi (bcm) di gas naturale e ne hanno consumati poco meno di 150 bcm, con il surplus dell’offerta a sostenere le esportazioni. Da allora, la domanda ha continuato ad aumentare, mentre la produzione dei giacimenti di gas maturi si è stabilizzata per poi calare. Il margine tra produzione e consumo si è progressivamente ristretto e oggi il Sud-est asiatico importa circa 35 bcm di gas naturale.

 

 

la fotoLavoratori sul molo del terminal GNL di Dhamra, nello Stato indiano dell’Odisha. Lo sviluppo infrastrutturale rappresenta un nodo chiave per l’import e la distribuzione del gas naturale liquefatto nel Sud-est asiatico e in India

 

 

Analogo è stato il percorso dell’India: nel 2010 la domanda di gas era di poco inferiore a 65 bcm, e da allora si è espansa, tra fertilizzanti, industria e distribuzione del gas cittadino. L’offerta interna non è cresciuta con rapidità sufficiente da soddisfare la crescita dei consumi, per cui attualmente l’India importa circa 35 bcm di gas naturale.

 

In media, la quota del gas naturale nel mix energetico complessivo è all’incirca del 5 percento in India e del 20 percento nel Sud-est asiatico (dove la quota varia dallo 0 percento di Cambogia e Laos al 61 percento di Brunei Darussalam). Secondo lo scenario STEPS, nel Sud-est asiatico l’aumento della domanda del 30 percento entro il 2035 si verifica anche in presenza di un calo di produzione del 15 percento e le importazioni di GNL aumentano quindi di circa 100 bcm al 2035.

Il Sud-est asiatico rimane una delle regioni a più rapida crescita per la produzione industriale fino al 2035

In India, la crescita della domanda di gas naturale dell’85 percento al 2035 è ampiamente soddisfatta dalle importazioni di GNL, che quasi triplicano passando dai 35 bcm del 2024 agli oltre 100 bcm del 2035. Una variabile critica che influenza l’entità dell’espansione della domanda in India e nei Paesi del Sud-est asiatico è il prezzo. Nello STEPS, nel periodo 2030-2035 il prezzo medio ponderato delle importazioni di gas verso i paesi emergenti e le economie in via di sviluppo dell’Asia è di circa 7,5 dollari per milione di unità termiche britanniche (Mbtu), cioè circa il 40 percento in meno rispetto ai livelli attuali. A prezzi inferiori, la crescita della domanda potrebbe essere maggiore, e molto dipende dall’evoluzione dei mercati mondiali del GNL.

 

 

Gli equilibri del mercato del GNL

 

A livello mondiale, dal 2015 il consumo di GNL aumenta a ritmo doppio rispetto al consumo di gas naturale, e nel 2023 il GNL ha superato i grandi gasdotti, imponendosi come modalità predominante per il commercio di gas su lunghe distanze. Tra il 2025 e il 2030 si raggiungerà una nuova capacità di esportazione di GNL, senza precedenti, di 300 bcm (il che si traduce in un aumento di 265 bcm della capacità disponibile di GNL al 2030, tenendo conto di manutenzione, interruzioni non pianificate e dismissioni).

 

Nello STEPS, tra il 2024 e il 2030 la domanda mondiale di GNL aumenta di 200 bcm, cioè meno della variazione della capacità di esportazione disponibile di GNL. La forte pressione al ribasso sui prezzi del GNL li porta vicino ai costi marginali di breve periodo, determinando un aumento di 160 bcm delle importazioni di GNL dirette verso l’India e il Sud-est asiatico.

 

Nello scenario CPS, la lentezza della transizione in Cina e in Europa determina un’espansione della domanda di gas su questi mercati, sui quali trova dunque sbocco tutta la nuova offerta di GNL; i prezzi mondiali del gas diminuiscono ancora nel breve termine ma si stabilizzano a livelli più alti rispetto allo STEPS. Di conseguenza, la crescita delle importazioni di GNL verso l’India e il Sud-est asiatico è leggermente più moderata (per un volume aggregato di 130 bcm al 2035).

 

Nello scenario NZE, l’impegno coordinato a livello mondiale per la riduzione delle emissioni attraverso l’adozione di fonti di generazione elettrica a basse emissioni, l’elettrificazione e l’aumento dell’efficienza degli usi finali porta a un picco e a un calo anticipati della domanda di gas naturale e di GNL (il gas naturale resta comunque una componente importante del sistema energetico mondiale, anche nel 2050).

 

In tutti gli scenari, l’eventuale insuccesso dell’industria nel ridurre le perdite di metano costituisce un rischio di evoluzione negativa per l’adozione del gas naturale e del GNL.

 

 

Il passaggio delle economie asiatiche dal carbone al gas può assorbire l’ondata di nuovo GNL?

 

Argomentazione centrale di chi sostiene che la prossima ondata di offerta di GNL possa essere completamente assorbita è che il gas a basso costo potrebbe sostituire il carbone, specialmente nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo dell’Asia. Il potenziale è infatti impressionante: oggi, l’offerta mondiale di GNL è l’equivalente di appena otto settimane di utilizzo del carbone nelle sole Cina e India.

 

Vi sono tuttavia diversi fattori che limitano la piena traduzione in atto di questo potenziale. Per esempio, il ruolo del carbone nella produzione di energia elettrica è spesso protetto dalla concorrenza di mercato, con centrali a carbone che operano in mercati regolamentati o con contratti a lungo termine che garantiscono una produzione minima. Inoltre, molti impianti industriali e molte centrali a carbone si affidano al carbone nazionale a basso costo; in pratica, la possibilità di passare al GNL è limitata agli impianti che utilizzano carbone importato. Vi sono inoltre vincoli infrastrutturali e localizzativi, quali la capacità delle reti elettriche o del gas di supportare il passaggio al GNL nel breve termine.

La domanda totale di energia nel Sud-est asiatico è aumentata del 40% dal 2015

Tuttavia, secondo le stime della IEA, nei settori dell’energia e dell’industria dei mercati emergenti e delle economie in via di sviluppo dell’Asia, il potenziale di passaggio dal carbone al gas è di circa 400 bcm. Se i prezzi del GNL alla consegna scendessero a 5 dollari per milione di unità termiche britanniche (USD/MBtu), si attiverebbero altri 100 bcm per il passaggio dal carbone al gas nel breve termine, oltre a quanto previsto nello STEPS. Il costo marginale di lungo periodo dell’offerta mondiale di GNL è comunque di molto superiore ai 5 USD/MBtu: un mercato con prezzi al livello di cui sopra non sarebbe equilibrato e potrebbe necessitare di successive correzioni dei prezzi.

 

 

I colli di bottiglia infrastrutturali

 

La crescita prevista per la domanda di GNL è subordinata alla tempestività dello sviluppo infrastrutturale. Vi sono infatti particolari vincoli che potrebbero ostacolare l’adozione del GNL, sia nel Sud-est asiatico sia in India. Nel Sud-est asiatico, diversi progetti di rigassificazione sono ancora nella fase di pianificazione, il che potrebbe ritardare la capacità della regione di assorbire i volumi importati. In India, l’attuale insufficienza delle infrastrutture a valle non consente il pieno sfruttamento di alcuni dei terminali di GNL esistenti. L’espansione del settore della distribuzione del gas cittadino e della connettività industriale è condizione necessaria per il realizzarsi della prevista crescita della domanda.

 

 

Sicurezza energetica e dipendenza dalle importazioni

 

Secondo lo STEPS, nel 2035 più del 75 percento delle esportazioni totali di GNL è diretto in Asia (nel 2024 il dato era inferiore al 70 percento). Circa il 65 percento dell’espansione del commercio di gas al 2035 è trainato dalle esportazioni da Stati Uniti e Medio Oriente verso l’Asia.

 

Il passaggio a una forte dipendenza dalle importazioni presenta un panorama complesso per la sicurezza energetica. Nei prossimi dieci anni il Sud-est asiatico diventerà un importatore netto di gas naturale e anche la sua dipendenza dalle importazioni di petrolio è destinata ad aumentare. Per l’India e i Paesi del Sud-est asiatico, l’alta dipendenza dalle importazioni può essere un’arma a doppio taglio: da un lato li espone alle vulnerabilità determinate dalla volatilità dei prezzi mondiali e dalle interruzioni delle filiere di fornitura, e dall’altro può stimolare l’incremento delle rinnovabili e del nucleare, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e il miglioramento dell’efficienza energetica. Tuttavia, un’offerta di GNL abbondante può dare a questi Paesi più opzioni, a tutela della sicurezza delle forniture, e può aiutarli a gestire periodi di tensione del sistema, anche se le caratteristiche economiche del GNL, nel lungo periodo, rendono difficile la sua penetrazione come combustibile di base, in questi mercati.

 

 

Conclusione

 

L’India e i Paesi del Sud-est asiatico stanno vivendo cambiamenti decisivi, passando da situazioni di autosufficienza e importazioni modeste all’assumere un ruolo centrale nel commercio mondiale di GNL. Questi Paesi devono gestire una crescente dipendenza dalle importazioni ed è pertanto fondamentale che si dotino di strategie di sicurezza energetica adeguatamente solide.

La diversificazione resta essenziale

Salvaguardare il futuro energetico significa allineare le strategie alle tre regole d’oro della sicurezza energetica articolate dalla IEA al Summit on the Future of Energy Security tenutosi a Londra nell’aprile del 2025: diversificazione, prevedibilità e cooperazione. La diversificazione è essenziale non solo per i fornitori di GNL ma anche per lo stesso mix energetico, e si persegue espandendo le rinnovabili e il nucleare in modo da mitigare la dipendenza dai combustibili d’importazione. La prevedibilità è necessaria per superare i colli di bottiglia infrastrutturali; gli investimenti nella rigassificazione e nella distribuzione down­stream sono più efficaci quando sono proattivi e non semplicemente reattivi, perché evitano che si soffochi la domanda e che si fissino costi insostenibili. Infine, la cooperazione internazionale sarà fondamentale per navigare in questo panorama geopolitico frammentato assicurando che l’ulteriore integrazione di queste regioni nei mercati mondiali ne rafforzi la resilienza economica, anziché comprometterla.