
Una visione comune
Asia, governare le interdipendenze
Un numero crescente di governi della regione inizia a comprendere la necessità di tener conto, nelle proprie strategie di pianificazione, delle interconnessioni tra acqua, energia e cibo per poter far fronte alla rapida urbanizzazione e alla crescita demografica
9 minR
iconoscere il Water-Energy-Food Nexus (WEFN, nesso acqua-energia-cibo) significa riconoscere l’esistenza di trade-off e di sinergie nella gestione olistica delle risorse idriche, energetiche e alimentari. L’obiettivo è garantire la sicurezza idrica, energetica e alimentare, tenendo conto delle questioni ambientali ed evitando conflitti tra gli utenti. Poiché il 60 percento della popolazione mondiale vive in Asia, dove la competizione per queste risorse è in aumento, l’approccio Nexus offre una prospettiva ampia per comprendere la competizione geopolitica e definire strategie a lungo termine.
In Asia le risorse idriche e di suolo sono soggette a forti pressioni. Per produrre il cibo necessario a una sola persona servono ogni giorno dai 2.000 ai 5.000 litri d’acqua. L’agricoltura rappresenta il 72 percento dei prelievi mondiali di acqua dolce e il 90 percento della produzione mondiale di energia elettrica è ad alta intensità idrica. Secondo le previsioni, entro il 2050 la domanda di cibo aumenterà del 50 percento. Il cambiamento climatico modificherà la distribuzione delle precipitazioni, accelererà lo scioglimento delle nevi e aumenterà la frequenza dei periodi di siccità. Nell’insieme, tutto ciò renderà necessario un approccio integrato alla gestione delle risorse.
L’approccio dell’India
I documenti politici di molti paesi asiatici dimostrano la crescente consapevolezza dell’importanza del pensiero Nexus, che, tuttavia, non è stato ancora completamente istituzionalizzato. Il WEF Nexus è un approccio che riconosce l’interconnessione tra i sistemi idrico, energetico e alimentare. Secondo il WEF Nexus Index (2023), l’India si colloca al novantacinquesimo posto a livello mondiale, con una classifica settoriale che la vede all’82° posto per l’acqua, al 131° per l’energia e al 131° per il cibo.
La National Water Policy del 2002 (successivamente rivista) considera l’acqua una risorsa naturale fondamentale che risponde a un bisogno umano essenziale, e pone al primo posto l’acqua potabile, seguita dall’irrigazione, dall’energia idroelettrica, dall’ecologia, dalle industrie agroalimentari e da altri settori non agricoli. La politica idrica nazionale indiana indica come imperative soluzioni non convenzionali quali il trasferimento interbacino, la ricarica artificiale delle falde acquifere, la desalinizzazione dell’acqua salmastra e di mare e altre opzioni volte ad aumentare la disponibilità di acqua utilizzabile.
A ostacolare l’attuazione di tali soluzioni sono l’estrazione irregolare delle acque sotterranee, il livello insostenibile del consumo idrico urbano, l’inquinamento generato dall’industria e dall’agricoltura e il mancato trattamento delle acque reflue. Questi fenomeni risentono dei cambiamenti climatici, per la variazione dei modelli di precipitazioni, lo scioglimento delle nevi nelle regioni montane e la maggior frequenza dei periodi di siccità. Dal punto di vista spaziale, in sei stati/territori dell’Unione Indiana sono meno del 75 percento le famiglie dotate di allacciamento idrico, e in sette stati/territori l’allacciamento alla rete elettrica non raggiunge ancora il 100 percento dei potenziali utenti domestici. Bihar, Gujarat, Maharashtra, Jharkhand e Assam figurano tra gli stati con la più alta prevalenza di deperimento acuto nei bambini sotto i cinque anni.

Il divario regionale della Cina
Affinché la Cina possa realizzare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, è fondamentale che comprenda le interazioni tra acqua, energia, suolo e cibo. Ying et al. hanno valutato la performance complessiva del Water-Energy-Land-Food Nexus (WELFN, nesso acqua-energia-suolo-cibo) in varie province della Cina, riscontrando un ampio divario tra regioni in cui il nesso delle risorse è altamente efficiente e regioni in cui lo è molto meno. Le regioni sviluppate presentano una migliore integrazione e un miglior utilizzo delle risorse, mentre quelle meno sviluppate sono caratterizzate da importanti problemi strutturali.
Il 14° Piano Quinquennale Cinese comprende considerazioni sul Nexus e indica dei metodi di gestione integrata delle risorse. La modellizzazione mediante dinamica dei sistemi delle questioni relative al Nexus in una regione basata sulle risorse come l’area della città di Daqing ha mostrato che sia il programma di adeguamento della struttura produttiva sia il programma di risparmio delle risorse idriche, energetiche e alimentari possono contribuire a rafforzare la sicurezza delle risorse e a ridurre l’inquinamento dell’ambiente idrico, offrendo indicazioni di policy per promuovere uno sviluppo coordinato di sistemi coinvolti del nesso acqua-energia-cibo. Un esempio di approccio di resilienza adattiva calibrato su scala regionale e applicato al Nexus è rappresentato dal bacino del Fiume Giallo. L’analisi spaziale e temporale multi-metodo per la gestione integrata dei molteplici utilizzi delle risorse idriche può essere applicata nell’ambito del cambiamento climatico, della competizione per le risorse e della crescente incertezza dei fattori socioeconomici.

Il boom della domanda nel Sud-Est asiatico
Nei paesi del Sud-Est asiatico, cioè Thailandia, Indonesia, Filippine, Malesia e Vietnam, la domanda di cibo, energia, acqua e suolo ha raggiunto livelli senza precedenti, e la pressione su queste risorse sta mettendo a dura prova l’ecosistema. Applicando alla sostenibilità delle biomasse un approccio basato sul Water-Energy-Food-Land-Climate Nexus (WEFLCN, nesso acqua-energia-cibo-suolo-clima), si osservano differenze importanti tra i vari paesi: in Thailandia la manioca e in India il mais utilizzano acqua ed energia in modo efficiente rispetto ad altre colture, con basse emissioni, a differenza dell’olio di palma e del riso, che comportano un maggiore impiego di risorse ed emissioni più elevate.
I dati raccolti nei singoli Paesi evidenziano forti pressioni legate al sovrasfruttamento delle falde acquifere nell’Unione Indiana, a conflitti relativi all’uso del suolo in Indonesia e alla frammentazione della governance in Malesia. I risultati di un sondaggio condotto tra gli stakeholder indicano come stia crescendo la comprensione del WEFLCN; tuttavia, permangono difficoltà nell’integrazione delle politiche e nel coordinamento tra i diversi settori.
I meccanismi di cooperazione regionale
Le iniziative di cooperazione regionale come quelle scaturite dall’approccio Nexus hanno avuto l’effetto di avvicinare le regioni dell’Asia centrale e meridionale, che nel dibattito ufficiale e accademico erano invece divise. La recente pubblicazione dell’UNESCO sul nesso tra acqua, energia e sicurezza alimentare nell’Asia e nel Pacifico delinea il contesto regionale esaminando lo stato delle risorse e distingue nel Nexus due dimensioni, quella di acqua ed energia e quella di acqua e cibo, per poi analizzare le problematiche intersettoriali relative alla sicurezza del nesso.
La prosperità sociale ed economica a lungo termine della regione dipenderà dalla sua capacità di raggiungere la sicurezza idrica, energetica e alimentare.
I Sustainable Development Goals (SDG, obiettivi di sviluppo sostenibile), e in particolare l’SDG 6 (garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie), propongono un nuovo approccio per garantire la sicurezza del Nexus.

Le principali sfide nell’integrazione del Nexus
- Rapida urbanizzazione. Con l’aumento della popolazione urbana, in tutta l’Asia cresce la domanda di acqua per il consumo domestico, di energia per la climatizzazione, di infrastrutture elettriche, di altre infrastrutture e di generi alimentari. I prelievi di acqua di raffreddamento delle centrali elettriche rappresentano il 43 percento dei prelievi totali di acqua dolce in Europa, quasi la metà negli Stati Uniti e più del 10 percento della quota idrica nazionale della Cina. La sostenibilità idrica urbana richiede, nel complesso, maggiore attenzione, con un approccio integrato alla pianificazione e ai metodi di gestione.
- La crescita demografica e l’industrializzazione causano un aumento del fabbisogno energetico. A livello mondiale, l’efficienza dell’uso dell’acqua è aumentata del 20 percento tra il 2015 e il 2021, ma il 58 percento dei Paesi (principalmente a economia agricola) che hanno condiviso i propri dati presenta un basso livello di efficienza nell’utilizzo delle risorse idriche. I prezzi elevanti dei generi alimentari rendono il cibo meno accessibile, e l’accesso dei piccoli agricoltori al mercato resta limitato.
- L’attuazione dell’approccio Nexus incontra diversi ostacoli, tra cui una governance frammentata tra i diversi settori e le diverse aree geografiche. Per esempio, in Malesia le istituzioni di governance sono generalmente deboli e frammentate, in Indonesia vi sono forti conflitti sull’uso del suolo, in India vi è un grave impoverimento delle falde acquifere. Per assicurare un efficace coordinamento intersettoriale è fondamentale affrontare i problemi di coerenza e coordinamento politico tra gli enti statali responsabili di acqua, energia e cibo.
- Desalinizzazione e infrastrutture correlate: le politiche nazionali incoraggiano il ricorso alla desalinizzazione dell’acqua salmastra e di mare come fonte non convenzionale per incrementare le risorse idriche. La desalinizzazione è una tecnologia altamente energivora che comporta dei trade-off rispetto alla sicurezza energetica; per attenuare queste tensioni servono infrastrutture integrate.
- Le tecnologie a bassa intensità idrica nel settore della produzione energetica (e.g. eolico, geotermico) e nell’agricoltura (irrigazione di precisione) contribuiscono ad alleviare i problemi legati al nesso energia-acqua. L’energia geotermica è una fonte promettente, sostenibile, climaticamente indipendente e a lungo termine, con emissioni di gas serra trascurabili o nulle e un consumo idrico pari a zero. L’irrigazione di precisione, che si avvale dei dati forniti dai gestori idrici, consente di risparmiare acqua ed energia nella filiera agroalimentare.
- Implicazioni per l’agricoltura. L’agricoltura è strettamente interconnessa con l’acqua e l’energia, il che la rende un ambito ideale per l’analisi del nesso acqua-energia-cibo. L’agricoltura sostenibile si basa sul rapporto cruciale tra territorio, suolo e acqua. Per proteggere gli ecosistemi naturali e la produzione agricola ed energetica sono necessarie misure di efficienza in tutto il sistema agroalimentare. La monocoltura può ridurre la fertilità del suolo e una scarsa qualità del suolo può portare a un calo della produzione agricola.
Le opportunità per la definizione di politiche integrate
- Istituzionalizzazione degli approcci Nexus. Per istituzionalizzare l’approccio Nexus, anche la pianificazione, la definizione del bilancio e la rendicontazione nazionali devono adottare i principi di gestione Nexus. È necessario che i documenti politici e di strategia a lungo termine integrino i principi di gestione nel Water-Energy-Food Nexus (WEFN, nesso acqua-energia-cibo).
- Infrastrutture verdi. Per rendere il Nexus più sostenibile e realizzare un’economia verde bisogna costruire infrastrutture verdi, quali dighe in terra per la raccolta del deflusso superficiale dai campi coltivati, e piantare foreste per proteggere il suolo e favorire la ricarica delle falde acquifere. Dobbiamo iniziare ad apprezzare l’ecosistema per i servizi che offre a sostegno della vita, anziché comprometterlo per soddisfare la nostra domanda di cibo ed energia.
- Promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili. È necessario che i governi intensifichino lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile e diano priorità a quelle a minor intensità idrica, come le fonti idroelettriche e quelle eoliche.
- Integrazione delle risorse idriche. Asia centrale e Asia meridionale dovrebbero considerarsi un unico Nexus regionale, perché condividono diversi bacini fluviali e utilizzano risorse in comune. Colmare le lacune normative specifiche di ciascuna regione consentirebbe di formare un quadro di riferimento complementare alle politiche nazionali.
- Analisi di trade-off e sinergie. Questo articolo propone una metodologia informata e trasparente per trade-off e sinergie che non compromettono l’integrità e la sostenibilità dell’ecosistema, in linea con l’approccio Nexus. Soluzioni su misura studiate per contesti specifici, con obiettivi di intervento di livello sia alto sia basso, consentono di raggiungere obiettivi economici, ambientali e sociali nel lungo periodo.
Verso quadri politici resilienti
I governi di tutta l’Asia dimostrano sempre più chiaramente di essere consapevoli della stretta interconnessione esistente tra sicurezza idrica, sicurezza energetica e sicurezza alimentare. Pertanto, molti governi iniziano a integrare l’approccio Nexus nella pianificazione nazionale e regionale di lungo periodo. La dimensione politica del nesso tra acqua, energia e cibo emerge con crescente chiarezza in numerose strategie, insieme allo sviluppo di meccanismi di coordinamento e iniziative regionali.
La rapida urbanizzazione, le sfide demografiche e le disparità istituzionali sono criticità chiave e come tali vanno affrontate. Lo si può fare formalizzando metodi basati sull’approccio Nexus, investendo in infrastrutture verdi, promuovendo la diffusione su larga scala delle energie rinnovabili e con una pianificazione transregionale delle risorse. Riconoscendo trade-off e sinergie, i decisori politici asiatici potranno procedere a una pianificazione politica maggiormente integrata a livello regionale.
Anche la competizione geopolitica può essere interpretata attraverso la lente del Nexus, che la orienta verso lo sviluppo sostenibile. Lo sviluppo sociale ed economico sostenibile dell’Asia, caratterizzata da una domanda di risorse senza precedenti, dipende dalla gestione integrata di acqua, energia e cibo.
