
Una sfida vinta
La lezione degli Emirati Arabi Uniti
Le sfide legate alle risorse richiedono un approccio integrato che superi la frammentazione tra settori. Pianificazione, innovazione tecnologica e uso efficiente delle risorse emergono come leve decisive per rafforzare la resilienza dei sistemi
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n quest’epoca in cui i cambiamenti climatici, la crescita demografica e la sempre maggiore pressione sulle risorse naturali ridisegnano le priorità mondiali, garantire un accesso affidabile all’acqua, all’energia e al cibo è diventata una sfida decisiva. Negli Emirati Arabi Uniti (UAE) queste risorse vengono sempre più considerate non come settori distinti bensì come un unico sistema interconnesso. Il Water–Energy–Food Nexus (WEFN, nesso acqua-energia-cibo) offre un quadro di riferimento pratico per comprendere le interdipendenze e gestire la sicurezza delle risorse attraverso un approccio davvero integrato.
Negli EAU la connessione tra acqua, energia e cibo è particolarmente evidente: la quasi totalità dell’acqua potabile viene prodotta per desalinizzazione; la sicurezza idrica, pertanto, è strettamente legata alla sicurezza energetica e la sicurezza alimentare dipende dalla gestione sostenibile di acqua ed energia. Nell’impegno degli Emirati a preservare le riserve di acque sotterranee e a rafforzare la resilienza nel lungo termine, la gestione integrata delle risorse e le misure orientate al contenimento della domanda sono ormai diventate elementi centrali. In un’economia caratterizzata da condizioni aride, gestire la domanda è spesso importante quanto ampliare l’offerta: l’efficienza nell’uso delle risorse rappresenta, pertanto, un pilastro della sicurezza delle risorse nel lungo termine.
Il panorama delle risorse
L’approccio degli Emirati Arabi Uniti alla sicurezza delle risorse è determinato dal profilo unico del Paese, che combina un mix energetico diversificato, estese infrastrutture di desalinizzazione, filiere di approvvigionamento alimentare mondiali e una produzione alimentare interna in crescita.
La generazione di energia elettrica continua a dipendere in larga misura dal gas naturale, mentre l’energia nucleare e le rinnovabili assumono un ruolo sempre più importante nella transizione energetica del Paese. La centrale nucleare di Barakah è stata progettata per soddisfare, da sola, fino a un quarto del fabbisogno energetico del paese, e la UAE Energy Strategy 2050 mira a portare la quota di energia pulita nel mix energetico nazionale al 50 percento entro il 2050. La sicurezza idrica dipende in larga misura dalla desalinizzazione, sostenuta da riserve strategiche di acque sotterranee e dal crescente riuso delle acque reflue trattate. Inoltre, il passaggio, attualmente in corso, dalla desalinizzazione termica a quella per osmosi inversa (RO, Reverse Osmosis) sta riducendo l’intensità energetica della produzione idrica.
La sicurezza alimentare è sostenuta da importazioni diversificate, da partenariati strategici e dall’ampliamento della produzione locale. Nel 2023 gli Emirati Arabi Uniti hanno importato prodotti alimentari per circa 13,6 miliardi di dollari USA, mentre gli investimenti nella coltivazione idroponica, nell’agricoltura in ambiente controllato e in tecnologie agricole avanzate continuano a migliorare la produzione interna e l’efficienza delle risorse. L’agricoltura resta il settore che assorbe la quota più elevata delle risorse idriche del Paese, fatto che rende l’efficienza dei sistemi alimentari un elemento cruciale per la sicurezza idrica nazionale.

Costruire un quadro integrato per la sicurezza
Una delle lezioni più importanti apprese tramite l’esperienza della gestione del WEFN è che la sicurezza delle risorse non si può garantire con politiche isolate, perché richiede l’armonizzazione delle strategie nazionali, una governance coordinata e una paziente pianificazione sul lungo termine.
La UAE Water Security Strategy 2036 mira a garantire un accesso sostenibile all’acqua in condizioni sia normali sia di emergenza, con l’obiettivo di ridurre la domanda idrica, aumentare al 95 percento il riuso delle acque reflue trattate, migliorare la produttività idrica e rafforzare le riserve strategiche del Paese. La UAE Energy Strategy 2050 si prefigge di costruire un sistema energetico diversificato e sostenibile ampliando il ricorso alle energie pulite, migliorando l’efficienza energetica e riducendo le emissioni. A corredo, la UAE National Food Security Strategy 2051 punta a rafforzare la resilienza alimentare attraverso sostenibilità della produzione locale, tecnologie agricole all’avanguardia e diversificazione delle filiere di approvvigionamento, nonché a ridurre le perdite e gli sprechi alimentari e a migliorare la preparedness a far fronte a eventuali crisi future. La base di queste strategie è costituita dallo UAE National Energy and Water Demand Management Programme 2050, il meccanismo tramite cui gli Emirati Arabi Uniti promuovono concretamente l’efficienza delle risorse nei settori edile, dei trasporti, industriale e agricolo. Il programma si propone di ridurre il fabbisogno energetico del 42-45 percento e quello idrico del 50 percento entro il 2050.
L’approccio degli Emirati Arabi Uniti si distingue non solo per le strategie su cui si fonda ma anche per la precisione con cui se ne curano l’allineamento e il coordinamento: sempre più spesso, infatti, la pianificazione e l’attuazione della sicurezza idrica, energetica, alimentare e la gestione della domanda sono trattati come pilastri complementari nell’ambito di un unico programma integrato per la sicurezza delle risorse.
Water–Energy Nexus: desalinizzazione e infrastrutture
La sicurezza idrica rimane una sfida strategica per gli Emirati Arabi Uniti, a causa della limitatezza delle risorse di acqua dolce rinnovabili e della scarsità delle precipitazioni annue. La desalinizzazione, pertanto, è diventata la principale fonte di acqua potabile, situazione che determina un livello di interdipendenza tra sistema idrico e sistema energetico tra i più alti al mondo.
Storicamente, la produzione di acqua si basava sulla desalinizzazione termica associata alla generazione convenzionale di energia elettrica. Per rafforzare la sicurezza delle risorse e migliorare l’efficienza, gli Emirati Arabi Uniti si sono sempre più orientati verso le tecnologie di osmosi inversa (RO), che in genere consumano circa 3-4 kWh per metro cubo di acqua prodotta (cioè una frazione dell’energia richiesta dalla desalinizzazione termica convenzionale), generando al contempo minori emissioni.
Questa transizione impone anche di prendere atto delle sfide ambientali associate alla desalinizzazione. La salamoia concentrata prodotta durante il processo viene reimmessa in acque, quelle del Golfo Persico, già altamente saline, ed è pertanto indispensabile una gestione responsabile. Un’attenta scelta dei siti, il miglioramento della progettazione degli scarichi a mare, il monitoraggio ambientale e gli approcci emergenti alla valorizzazione della salamoia sono sempre più integrati nella pianificazione degli impianti di desalinizzazione, per rafforzare la sicurezza idrica senza compromettere gli ecosistemi marini.
In associazione con fonti energetiche più pulite come solare e nucleare, la transizione all’osmosi inversa contribuisce alla separazione tra produzione idrica e generazione convenzionale di energia elettrica, e, in parallelo, rafforza la sicurezza idrica, migliora l’efficienza energetica, riduce le emissioni e consolida la resilienza nel lungo termine.
Water–Food Nexus: acque sotterranee e sicurezza alimentare
Negli UAE, il settore agricolo è il principale utilizzatore delle risorse idriche e, storicamente, le acque sotterranee rappresentano la fonte primaria per l’irrigazione. La crescente pressione sulle falde acquifere, tuttavia, ha reso la tutela delle acque sotterranee un vero e proprio imperativo, dal punto di vista sia ambientale sia della sicurezza alimentare.
Al fine di salvaguardare queste risorse strategiche e, parallelamente, sostenere la produttività agricola, gli Emirati Arabi Uniti stanno riducendo l’uso delle acque sotterranee e ampliando il ricorso di fonti alternative, tra cui l’acqua desalinizzata e il trattamento delle acque reflue. Gli investimenti nella coltivazione idroponica, nell’agricoltura di precisione, nell’irrigazione intelligente e in altre soluzioni AgTech consentono al paese di produrre più cibo con meno risorse. L’obiettivo è chiaro: rafforzare la sicurezza alimentare a lungo termine, preservando al contempo le falde acquifere per le generazioni future.
Energy–Food Nexus: rafforzare la resilienza nei sistemi alimentari
L’energia è presente in tutte le fasi della filiera alimentare, dalla produzione e trasformazione al trasporto, alla refrigerazione, allo stoccaggio e alla distribuzione. Avere energia affidabile è pertanto essenziale per assicurare la stabilità delle filiere di approvvigionamento e la disponibilità dei prodotti alimentari, sia in tempi normali sia in periodi di crisi.
Migliorare l’efficienza energetica dei sistemi alimentari nazionali riduce in modo diretto i costi di produzione, rafforza la resilienza della filiera e migliora la sicurezza alimentare. E poiché ogni tonnellata di cibo persa (a prescindere dal punto in cui vada persa nel percorso dal campo alla tavola), comporta uno spreco di acqua, di energia e una pressione inutile sulle risorse naturali, per gli Emirati Arabi Uniti ridurre le perdite e gli sprechi alimentari è non solo una misura di efficienza ma anche una misura di sicurezza alimentare.
Il Nexus come leva geopolitica e industriale
Al di là della sua dimensione interna, il WEFN influenza sempre più la competizione geopolitica, in particolare in Medio Oriente e nel Nord Africa, la regione del mondo più colpita dallo stress idrico. La dipendenza dalle importazioni alimentari, la condivisione delle risorse idriche e l’esposizione alle perturbazioni che interessano il settore energetico e le filiere di approvvigionamento a livello mondiale hanno trasformato le interdipendenze in materia di risorse da semplici sfide tecniche a questioni di strategia nazionale.
L’esperienza degli Emirati Arabi Uniti dimostra come i vincoli strutturali delle risorse possano essere trasformati in opportunità strategiche e industriali. Gli investimenti iniziali nelle desalinizzazione, nell’energia pulita e nelle tecnologie agricole avanzate hanno rafforzato la resilienza nazionale e, in parallelo, hanno generato capacità competitive a livello internazionale, tra cui queste figurano il portafoglio di energie rinnovabili della Masdar, di livello mondiale e in continuo accrescimento, le partnership nei corridoi regionali dedicati a cibo e logistica, gli investimenti agricoli all’estero e la crescente localizzazione dei settori della desalinizzazione, del riuso dell’acqua e delle tecnologie agricole (AgTech).
Da questo punto di vista, la gestione Nexus non è solo un imperativo per la sicurezza delle risorse ma anche un’opportunità economica e industriale. Può stimolare la nascita di nuovi settori, creare posti di lavoro qualificati, accelerare l’innovazione e rafforzare i partenariati internazionali. Per i Paesi che si trovano ad affrontare vincoli di risorse analoghi, la lezione fondamentale è che la governance Nexus può fungere contemporaneamente da strategia di resilienza, strumento di sviluppo industriale e piattaforma per la cooperazione regionale.
La sfida dell’integrazione
Le strategie nazionali forniscono un quadro di riferimento, ma il loro successo dipende, in ultima analisi, dalla loro attuazione. In tutti gli Emirati Arabi Uniti, la gestione integrata delle risorse si sta traducendo in soluzioni concrete che rafforzano la sicurezza e la resilienza delle risorse.
Il Parco solare Mohammed bin Rashid Al Maktoum alimenta una produzione idrica a basse emissioni di carbonio, fornendo energia rinnovabile agli impianti di desalinizzazione per osmosi inversa della DEWA, mentre il Progetto strategico di stoccaggio idrico di Liwa contribuisce alla preparedness mantenendo un’ampia riserva sotterranea di acqua desalinizzata, prelevabile in caso di interruzioni dell’approvvigionamento convenzionale.
L’uso delle acque reflue trattate in agricoltura riduce la pressione sulle risorse idriche sotterranee, contribuendo al contempo alla sicurezza alimentare. All’avanguardia nell’innovazione, l’Integrated Seawater Energy and Agriculture System (ISEAS) della Masdar dimostra come i sistemi idrici, energetici, alimentari e ambientali possano essere integrati in un modello circolare che massimizza l’efficienza delle risorse e riduce al minimo la dipendenza dalle risorse di acqua dolce.
Nel loro insieme, queste iniziative evidenziano una lezione fondamentale che viene dall’esperienza degli Emirati Arabi Uniti: affrontando le sfide legate ad acqua, energia e cibo attraverso soluzioni integrate, i vincoli delle risorse possono trasformarsi in opportunità per una maggiore efficienza, resilienza e sostenibilità a lungo termine.
Un’altra lezione importante proveniente dall’esperienza degli Emirati Arabi Uniti è il ruolo sempre più rilevante delle tecnologie a basso consumo idrico e della gestione circolare delle risorse. La desalinizzazione per osmosi inversa, la coltivazione idroponica, l’agricoltura di precisione e l’irrigazione intelligente contribuiscono a ridurre il consumo di risorse senza indurre cali di produttività. Al contempo, l’estendersi del riuso delle acque reflue trattate riduce la pressione sulle riserve idriche sotterranee e la domanda di desalinizzazione. L’obiettivo degli Emirati Arabi Uniti di riutilizzare il 95 percento delle acque reflue trattate riflette la crescente importanza degli approcci circolari nel rafforzare la sicurezza delle risorse e la resilienza nel lungo termine.
Oltre la sostenibilità: anticipare i rischi sistemici
Obiettivo ultimo del WEFN è garantire un accesso affidabile all’acqua, all’energia e al cibo, sia in condizioni normali sia in periodi di crisi. I cambiamenti climatici, le interruzioni delle filiere di approvvigionamento, la volatilità del mercato energetico e altri eventi imprevisti possono influire contemporaneamente su questi sistemi, rendendo necessario un approccio di gestione delle risorse maggiormente integrato.
Gli investimenti degli Emirati Arabi Uniti in riserve idriche strategiche, fonti energetiche diversificate, sistemi di desalinizzazione avanzati, riuso delle acque reflue, filiere di approvvigionamento alimentare resilienti e gestione della domanda stanno rafforzando la preparedness del paese e contribuiscono a ridurre le vulnerabilità sistemiche. In questo senso, il WEFN non è un quadro di riferimento non solo per la sostenibilità ma anche per la sicurezza delle risorse e la resilienza.
Un approccio sistemico
L’esperienza degli Emirati Arabi Uniti dimostra che sicurezza idrica, sicurezza energetica e sicurezza alimentare non sono obiettivi distinti, bensì sono i risultati interconnessi di una gestione efficace delle risorse. La desalinizzazione, la tutela delle acque sotterranee, il riuso delle acque reflue e la gestione della domanda dimostrano come gli approcci integrati possano rafforzare la sicurezza delle risorse e la resilienza, generando al contempo nuove opportunità di innovazione e di crescita sostenibile.
Emergono tre lezioni principali. La prima è che la sicurezza delle risorse non si può garantire con politiche isolate, perché richiede una pianificazione integrata, una governance coordinata e un allineamento tra i vari settori. La seconda è che la gestione della domanda non è un complemento all’offerta bensì uno degli strumenti più efficaci per rafforzare la resilienza nel lungo termine. La terza lezione è che l’innovazione tecnologica e la gestione circolare delle risorse possono contribuire a trasformare i vincoli delle risorse in opportunità per una maggiore efficienza e sostenibilità.
In definitiva, il WEFN non è solo un quadro di riferimento per la sostenibilità ma è, anche e soprattutto, un quadro operativo volto a garantire le risorse, rafforzare la resilienza e sostenere la prosperità a lungo termine, in un mondo in cui le risorse sono sempre più limitate.
